"You are invited to a remarkable family gathering."
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lunedì 1 marzo 2010

We're made of star stuff


The Symphony of Science, un progetto di John Boswell - giovanissimo musicista americano, economista, appassionato di scienza e filosofia. Qui il canale youtube di John Boswell.

Riferimenti e traduzione italiana...

I gotta have my orange juice - il video originale di Feynman, campionato in We Are All Connected. Feynman suona con l'amico Ralph Leighton.
Bongo Player - 55 secondi di virtuosismo (in sottofondo, il figlio Carl)

da: R.P. Feynman, "Il senso delle cose" Adelphi 1999
La grandezza dell'universo è veramente impressionante: noi siamo su una minuscola particella che gira vorticosamente attorno al Sole, uno tra i centomila soli di questa galassia, che è una in un miliardo di galassie.
(We're just a speck...) Le stelle sono fatte di atomi, e anche gli animali sono fatti degli stessi atomi, ma combinati in una tale complessità da apparire misteriosamente vivi. (We are made of star stuff...)Che grande avventura contemplare l'universo, al di là dell'uomo, contemplare come sarebbe senza l'uomo, così com'è stato per quasi tutta la sua lunga storia, e quasi ovunque! Raggiungere finalmente questa visione obiettiva, apprezzando appieno il mistero e la maestà della materia, e poi puntare di nuovo la lente sull'uomo, visto come materia, guardare la vita come parte di questo profondo mistero universale, è un'esperienza rara ed esaltante. Solitamente si conclude in una risata, quando ci si arrende di fronte all'impossibilità di capire che cos'è mai questo atomo dell'universo, questa cosa - un atomo curioso - che guarda se stesso e si meraviglia della propria meraviglia. (The inconceivable nature of nature! - RIDE)

We Are All Connected

(deGrasse Tyson)
Siamo tutti legati
agli altri uomini, dalla biologia
alla terra, dalla chimica
al resto dell’universo, dagli atomi

(Feynman)
La natura ha una fantasia
molto più grande di quella dell’uomo
non ci lascerà mai tranquilli.

(Sagan)
Viviamo in un universo intermedio
dove le cose cambiano, certo
ma secondo modelli, regole
o quelle che chiamiamo “leggi della natura”.

(Nye)
Eccomi qua, su questo pianeta
e sono solo un puntino.
Se lo confrontiamo con una stella
anche questo pianeta è solo un puntino.
Ma ci pensate?
Ci pensate all’immensità del vuoto spaziale?
Ci sono miliardi e miliardi di stelle
miliardi e miliardi di puntini.

(Sagan)
La bellezza di una forma di vita
non sta negli atomi che la compongono
ma nel modo in cui si uniscono gli atomi.
Il cosmo è anche dentro di noi
siamo fatti della materia delle stelle.
Attraverso di noi
il cosmo conosce se stesso.

Nel mare dello spazio
le stelle sono altri soli.
Abbiamo già percorso questo mare
e c’è ancora tanto da imparare

Lo trovo stimolante e esaltante
scoprire che viviamo in un universo
che permette l’evoluzione di macchine molecolari
complesse e raffinate, come noi

(deGrasse Tyson)
Le molecole del mio corpo son riconducibili
a fenomeni che avvengono nel cosmo.
Mi verrebbe voglia di acchiappare il primo che passa per strada
e dirgli "Ti rendi conto?!"

(Feynman)
C’è una grande confusione di onde
nello spazio intorno a noi,
ed è la luce, che rimbalza per la stanza
e passa da una cosa all’altra

Ed è lì davanti a te
proprio lì davanti a te…
ma devi fermarti a pensare
alla complessità delle cose, per goderne davvero
Ed è lì davanti a te
proprio lì davanti a te
la natura inconcepibile della natura!

(Sagan)
Nel mare dello spazio
le stelle sono altri soli.
Abbiamo già percorso questo mare
e c’è ancora tanto da imparare.

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mercoledì 27 gennaio 2010

L'educazione di Richard Feynman



"No pressure. Just lovely, interesting discussions."
Trascrizione dell'audio inglese...


My father had taught me to notice things, and one day I was playing with what we call an express wagon, which is a little wagon which has a railing around it, for children to play with - they can pull it around. It had a ball in it, I remember this, it had a ball in it. And I pulled the wagon, and I noticed something about the way the ball moved. So I went to my father and said:
“Say, pop, I noticed something: when I pull the wagon the ball rolls to the back of the wagon, it rushes to the back of the wagon. And when I’m pulling along and I suddenly stop, the ball rushes to the front of the wagon. Why is that?”
And he said:
“Nobody knows. The general principle is that things that are moving try to keep moving, and things that are standing still tend to stand still unless you push on them hard. This tendency is called inertia, but nobody knows why it’s true.”
Now, that’s a deep understanding. He doesn’t just give me a name, he knew the difference between knowing the name of something, and knowing something. Which I learned very early.
He went on saying:
“If you look closely, you’ll find the ball does not rush to the back of the wagon. It’s the back of the wagon that you’re pulling towards against the ball, but the ball stands still… Or as a matter of fact from the friction starts to move forward, really, and doesn’t move back.”
So I ran back to the little wagon, and set the ball up again, and pulled the wagon from under, and looking sideways I saw that indeed he was right. The ball never moved backwards in the wagon, when I pulled the wagon forward. It moved back relative to the wagon, but relative to the sidewalk it was moving forward a little bit, and the wagon caught up with it.
So that’s the way I was educated by my father. With those kind of examples and discussions.
No pressure, just lovely, interesting discussions.

Commento di un utente di Youtube:
How can you have a child like Feynman? Be a cool father like his was.

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venerdì 9 ottobre 2009

Dick & Arlene


Un giorno ho ricevuto a Princeton delle matite via posta. Erano di colore verde scuro con una scritta in lettere d'oro: "Richard tesoro, ti amo! Putsy". Era Arlene (io la chiamavo Putsy). Era un'idea carina, ma sapete com'è, le matite si dimenticano in giro... State illustrando una formula al professor Wigner, per esempio, e vi scordate la matita con quella scritta sulla scrivania... A quei tempi scarseggiava la cancelleria, e non volevo buttar via nulla. Presi una lametta da barba e tolsi adagio la scritta da una matita, per vedere se potevo continuare a usarle. L'indomani nella posta trovo una lettera: "Cosa ti viene in mente di togliere la scritta dalle matite? Non sei orgoglioso del fatto che io ti ami?" E poi: "Che t'importa di cosa dice la gente?

Richard P. Feynman, Che ti importa di ciò che dice la gente? 
Richard P. Feynman

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